Giorgio Damilano fa il punto

08 Settembre 2017

L'ex azzurro di marcia dice la sua sul momento dell'atletica italiana a margine della presentazione della Asics Firenze Marathon 2017

Per migliorare la situazione dell'atletica italiana “si sono lette tante ricette dopo i Mondiali. Ce ne sono, e tutti ne hanno ma alla fine anche il presidente Giomi non possiamo colpevolizzarlo piu' di tanto perchè chiaramente raccoglie un'eredità di un'atletica che sono alcuni anni che fa fatica, di una specialità che nel mondo è la piu' praticata di tutti, almeno a livello di nazioni, addirittura piu' del calcio”.
Lo ha detto ai microfoni dell'agenzia di stampa Italpress, l'ex atleta e tecnico di marcia Giorgio Damilano, commentando i risultati negativi dell'atletica italiana ai mondiali di 'Londra 2017', parlando a margine della presentazione della 'Firenze Marathon', avvenuta quest'oggi all'IED, Istituto Europeo di Design, di Firenze. “Bisogna partire da un concetto di unità-ha aggiunto Giorgio Damilano- Purtroppo stiamo scontando una parte tecnica importante, stiamo scontando anni di divisione dell'atletica, tanto è vero che chi segue questo sport, almeno piu' da vicino, sa che negli ultimi anni i presidenti sono stati sempre eletti con poco piu' del 50% dei voti, il che vuol dire che c'è una spaccatura all'interno dell'atletica. Questo non deve esserci perchè se noi, in un mondo piccolo come quello dell'atletica italiana, siamo uniti, allora si lavora tutti insieme. Se siamo divisi le difficoltà sono maggiori. Questo è il primo passo. Poi bisognera' avere un po' di pazienza e lavorare sui giovani perchè ormai quello che può darci un futuro sono i giovani”. Unica medaglia azzurra a 'Londra 2017' quella conquistata nella venti chilometri di marcia dalla marciatrice Antonella Palmisano. “Sia la marcia che la maratona in questi anni hanno risentito un po' della flessione generale dell'atletica italiana-ha proseguito Giorgio Damilano- E' rimasto pero' quello che viene definito 'il gruppo' per cui è rimasta una storia alle spalle che in qualche modo aiuta a non cadere troppo in basso. Lo abbiamo visto: la marcia italiana vince una medaglia di bronzo, la maratona con il sesto posto di Meucci è il miglior piazzamento dopo quello della marcia per quanto riguarda l'atletica in generale ai mondiali. Il tutto avviene in due specialità della strada. Quando si dice che gli italiani sono un popolo di gente che non ha voglia di soffrire, ed invece eccelliamo nelle distanze e nelle specialità dove c'è piu' da soffrire, edove c'è da faticare. Anche questo è un segnale per rialzarci come Italia”.
 
Fonte: Italpress


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